Giovedì, 07 Luglio 2016 15:25

Manutenzione Auto Elettriche: cosa occorre sapere per non… prendere la scossa in officina

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In futuro prenderanno sempre più piede. Le auto elettriche e ibride, la cui diffusione oggi è ancora marginale rispetto ai veicoli tradizionali legati al petrolio, sono destinate a conquistare importanti fette di mercato. Secondo le stime della Commissione europea, elettriche e ibride costituiranno il 3-4% del totale entro il 2020, ma la quota potrebbe salire al 30% nei successivi dieci anni.

E così, gli autoriparatori devono essere pronti a “mettere le mani” su queste tipologie di auto. In Italia, oggi, non esiste una normativa che obbliga i meccanici a seguire un corso o a ottenere una certificazione per lavorare sulle vetture elettriche o ibride. Però, se dovesse verificarsi un infortunio, entrerebbe in gioco la legge 186 del 1968. Che cosa specifica la normativa? L’articolo 1 specifica che “tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d’arte”, mentre il successivo (e ultimo) punto della legge precisa che “i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) si considerano costruiti a regola d’arte”.  Dunque, in caso di problemi ed eventuale contenzioso, è prevista una verifica della conformità della “regola d’arte”.

Insomma è meglio cautelarsi, ma soprattutto bisogna essere preparati a operare su questo tipo di auto. Nei veicoli elettrici, la tensione di alimentazione del motore raggiunge valori di parecchie centinaia di volt; quindi, gli addetti alla manutenzione sono esposti a un rischio elettrico molto più significativo rispetto alle automobili tradizionali.

La normativa di riferimento, per chi mette le mani su vetture elettriche o ibride è la CEI 11-27 IV edizione. La disposizione entrata in vigore nel 2014 specifica come, pur non essendoci una precisa e rigida organizzazione aziendale per la progettazione ed esecuzione in sicurezza dei lavori elettrici, sia necessario individuare due nuove figure per la sicurezza nei lavori elettrici oltre a quelle, già previste in precedenza, di Responsabile Impianto (RI) e Preposto ai Lavori (PL). Le nuove figure sono quelle di Persona o Unità Responsabile dell’impianto elettrico (URI) e di Persona o Unità Responsabile della realizzazione del Lavoro (URL). La URI è “la unità alla responsabilità complessiva per garantire l’esercizio in sicurezza di un impianto elettrico mediante regole ed organizzazione della struttura aziendale durante il normale esercizio dell’impianto”, mentre la URL si definisce come “l’Unità o Persona alla quale è demandato l’incarico di eseguire il lavoro”. La CEI 11-27 del 2014, dunque, è la normativa di riferimento, ma è necessario seguire anche la CEI EN 50110-1 “Esercizio degli impianti elettrici”, così come il Decreto Legislativo 81/2008 “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”.

Dispositivi di protezione per meccanico che opera su auto elettricheTenete conto di una cosa: la CEI 11-27 IV EDIZIONE nasce per essere applicata a operazioni e attività di lavoro su impianti elettrici a tensione inferiore a 1.000 Volt e così non mancano le esclusioni eccellenti tra le quali i veicoli a trazione elettrica. In assenza, però, di disposizioni specifiche legate alla mobilità elettrica, i principi di questa normativa si applicano anche alle esclusioni.

Per operare in sicurezza, dunque, è necessario adottare i DPI (Dispositivi di protezione individuale) e le attrezzature per lavori sotto tensione, scegliendoli e utilizzandoli al meglio. Si tratta per esempio di scarne antifortunistica con suola in gomma e senza puntale di ferro, attrezzi dai manici isolati, guanti in gomma specifici ed occhiali o visiere per proteggere gli occhi da eventuali scintille. Come orientarsi? Anzitutto, è necessario che il meccanico che opera su un veicolo ibrido ed elettrico deve essere stato formato e informato sui rischi derivanti dai lavori su apparecchiature elettriche, diventando quindi un PES-PAV (Persona esperta - Persona avvertita). Per assumere questa qualifica, è necessario partecipare a un corso di formazione che fornisca le competenze necessarie. Questa iniziativa ha la durata di 14 ore effettive, 10 delle quali legate al livello 1A “Conoscenze teoriche” e 4 ore per il 2A “Conoscenze teoriche di base per lavori sotto tensione”.

L’imprenditore, una volta che il proprio collaboratore ha seguito il percorso formativo, avrà così la possibilità di attribuire la qualifica PES/PAV all’operatore attraverso la compilazione di un modulo, da approntare in doppia copia e che deve essere firmato sia dal datore di lavoro, sia dall’incaricato interno all’azienda. Il collaboratore con attribuzione PES/PAV potrà svolgere la manutenzione, dunque, nel rispetto delle istruzioni dettate dalla normativa vigente. È possibile anche produrre un’autocertificazione, basata su conoscenze teoriche e pratiche, oltre che delle normative vigenti: il documento deve essere legato a percorsi formativi antecedenti o esperienze lavorative pregresse sugli impianti trattati. Fondamentale ricordare una cosa: per operare su un veicolo ibrido ed elettrico è necessario essere consapevoli dei rischi dell’elettricità sul corpo umano, conoscendo quali sono le procedure da seguire in caso di incidente, kit attrezzi isolatil’abbigliamento e la strumentazione da utilizzare durante i lavori. E’ anche consigliabile riservare un’apposita area differenziata e ben delimitata in officina per la riparazione di queste vetture. Infine è opportuno non lavorare mai da soli su un auto elettrica ma in coppia, in modo che un collega possa sempre intervenire in caso di  necessità.

E le Case costruttrici, in tutto questo, come si pongono? Alcuni marchi richiedono il sezionamento della vettura (messa in sicurezza della stessa) mediante interruttore o sezionatore che, andando a interrompere il circuito di alta tensione, consente di operare sulla vettura. E questo vale per tutte le parti dell’automobile “griffata” dalla Casa. Altri costruttori, invece, contemplano il sezionamento soltanto per intervenire su alcuni sistemi del veicolo, mentre per altri sistemi non è fondamentale sia così.

Insomma, è bene essere pronti a entrambe le eventualità, seguendo le prescrizioni delle singole Case in merito alle vetture ibride o elettriche. L’importante è essere preparati!

Letto 10162 volte Ultima modifica il Venerdì, 07 Ottobre 2016 07:37

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