Lunedì, 19 Dicembre 2016 13:58

Da meccanico a meccatronico: bisogna adeguarsi entro il 5 gennaio 2018. E voi, siete in regola?

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Da meccanico a meccatronico. È questa “l'evoluzione della specie” che, presto, è destinata a interessare gli autoriparatori. Già, perché se è vero che, come abbiamo ribadito più volte, la categoria deve evolversi per non estinguersi e guadagnare così nuove opportunità di business, un ulteriore obbligo di aggiornarsi sarà definitivamente sancito per legge tra poco più di un anno.

Entro il 5 gennaio 2018, infatti, le professioni di meccanico ed elettrauto dovranno convergere in un'unica figura del settore, quella appunto del meccatronico. Facciamo un passo indietro e vediamo perché. Fino al gennaio 2013, la normativa di riferimento era la legge 122/1992 che distingueva - articolo 1, comma 3 - l'attività di autoriparazione in diversi segmenti: meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e gommista. Una “scissione” ben definita, che però negli anni è stata sorpassata dall'avvento delle nuove tecnologie che hanno portato il meccanico ad acquisire nuove competenze necessarie a intervenire sugli impianti elettrici delle vetture.

E così, dal 5 gennaio 2013 è entrata in vigore la nuova legge 224/2012 che sancisce la “Modifica alla disciplina dell'attività di autoriparazione” e riduce a tre le categorie interessate, cioè il meccatronico, il carrozziere e il gommista. Ebbene, la normativa impone che entro cinque anni un professionista del settore debba adeguarsi e quindi, va da sé, il 5 gennaio 2018 è la dead line per mettersi in regola, pena la chiusura dell'attività. In sostanza, da qui a poco più di un anno sarà necessario acquisire i necessari requisiti tecnico-professionali e ottenere, carta canta, la qualifica di meccatronico.

elettronica autoFacciamo un po' di chiarezza sugli obblighi di legge. Sono chiamate a mettersi in regola le aziende che, all'entrata in vigore della normativa 224/2012, erano iscritte nel registro delle imprese - o nell'albo delle imprese artigiane - con l'abilitazione a una sola delle due professioni, cioè quella del meccanico o dell'elettrauto. Per tutte le persone “preposte alla gestione tecnica è necessario frequentare con esito positivo un corso professionale limitatamente alle discipline relative all'abilitazione professionale non posseduta”, recita la disposizione.

I contorni dello standard professionale e formativo del tecnico meccatronico sono stati definiti nell'Accordo Stato-Regioni del 12 giugno 2014, che delega alle regioni stesse - oltre che alle Province autonome di Trento e Bolzano - il compito di programmare e organizzare i corsi necessari. Il professionista chiamato a mettersi in regola con le più recenti disposizioni legislative, e che non sia in possesso di nessuna formazione specifica, è così chiamato a frequentare un percorso della durata minima di 500 ore, con il 20-30% del monte ore dedicato al tirocinio. Chi, invece, già possedeva competenze qualificate in uno dei due settori (meccanico o elettrauto), deve invece frequentare corsi che gli consentano di colmare il gap relativamente all'abilitazione professionale non posseduta. In questo caso, il vincolo minimo è di 40 ore di “lezione”.

Un'ulteriore distinzione riguarda chi è in possesso di coerente titolo di qualifica professionale ottenuta dopo aver svolto un percorso triennale sancito dal Sistema di Istruzione e Formazione Professionale inerente la qualifica di tecnico meccatronico: per questi professionisti, l'obbligo riguarda la frequentazione di un percorso integrativo - circoscritto alle competenze non possedute - con durata minima di 100 ore. A chi, poi, è già in possesso di un coerente titolo di diploma professionale regionale di tecnico derivante da un percorso quadriennale previsto specificatamente dal sistema di Istruzione e Formazione Professionale, è sufficiente acquisire 50 ore per ottenere la nuova qualifica.

Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni.Dopo aver svolto il percorso formativo, l'ultimo step è rappresentato dall'esame finale, al quale il professionista sarà ammesso soltanto a patto di aver frequentato almeno l'80% delle ore complessive. Una volta superata questa prova, viene rilasciato un attestato di qualificazione professionale per Tecnico  meccatronico delle autoriparazioni.

Fin qui abbiamo illustrato gli obblighi per chi si deve mettere in pari con quanto previsto dalla legge 224/2012. Ma ci sono anche le “eccezioni”, coloro cioè che non sono tenuti a frequentare alcun corso perché già in possesso della qualifica di tecnico meccatronico delle autoriparazioni. In questa categoria rientra chi ha conseguito un attestato di qualifica professionale triennale di “Operatore alla riparazione di veicoli a motore” con indirizzo “Riparazione parti e sistemi meccanici ed elettromeccanici dei veicoli a motore”, sempre legato al  Sistema di Istruzione e Formazione Professionale. Nessun obbligo neppure per coloro in possesso del diploma tecnico professionale quadriennale di “Tecnico riparatore dei veicoli a motore”.

E non finisce qui. Non è necessario alcun percorso formativo per tutte le aziende che, all'entrata in vigore delle normativa nel gennaio di tre anni fa, fossero già abilitate a entrambe le attività di meccanica ed elettrauto, con dunque un bagaglio professionale completo alle spalle. Per tutte queste aziende, la qualifica di meccatronico è dunque già un dato di fatto. Esentate da tutti gli obblighi pure le persone preposte alla gestione tecnica (anche se titolari dell'attività) che, sempre al momento dell'entrata in vigore della normativa 224/2012 - lo ribadiamo, il 5 gennaio 2013 - avessero già compiuto i 55 anni, e che quindi sarebbero prossimi al tetto di età necessario a ottenere la pensione di vecchiaia.

I tempi, è banale dirlo, cominciano a stringere. Tra poco più di un anno, l'obbligo di essere “meccatronici certificati” sarà una realtà tangibile, senza vie di fuga. Il 5 gennaio 2018 sarà un vero spartiacque per la professione. E voi, vi siete già messi in regola?

Letto 23588 volte Ultima modifica il Lunedì, 19 Dicembre 2016 15:26

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