Autronica Blog

 

In evidenza

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6

L'abbiamo già evidenziato in un nostro precedente articolo: un autoriparatore moderno non può fare a meno della tecnologia. Deve utilizzarla, però, in un modo corretto affinché non diventi inefficace o, peggio ancora, si trasformi in un boomerang. In particolar modo, i social media sono un canale indispensabile per il nostro business.

Facebook, per esempio, è un eccezionale veicolo di promozione ma, come per gli altri strumenti moderni deve essere utilizzato con criterio. Un errore comune è quello di “mescolare” il proprio profilo personale con quello dell'azienda (punto #1 infografica). Qui nasce l'inghippo: un profilo è un conto, una pagina un altro. Ed è proprio quest'ultima la scelta da fare per consentire alla nostra realtà imprenditoriale di avere una connotazione social adeguata. Il primo passo è quello di cliccare sul link “Crea una pagina” che si trova nella finestra di benvenuto (o registrazione) su Facebook: poi sarà necessario compilare alcuni campi che, fra le altre cose, ci consentiranno anche di fotografare al meglio la nostra attività (punto #2 infografica).

Quali i vantaggi di una pagina aziendale su Fb? I benefici sono molteplici, dal numero di amici - illimitato nel caso di quella business, a massimo 5.000 per la nostra area privata -, alla possibilità di creare offerte con sconti dedicati e promozioni in evidenza, senza dimenticare l'opportunità di pubblicizzare la pagina con Facebook Ads, targettizzare i post (se i fan sono più di 5.000) e programmare o retrodatare gli stessi messaggi. Tutti “trucchi” che ci consentono di ottenere risultati notevoli e fanno crescere la popolarità della nostra officina.

Se decidiamo di puntare sulla tecnologia - e, lo ripetiamo, è cosa buona e giusta -, poi dobbiamo curarla al meglio. Anzitutto, stilate un piano editoriale e attenti alla quantità (ma anche alla qualità!) di quanto postate su Facebook: non esagerate con il numero di notizie che inserite, ma siate costanti nella pubblicazione, con una scansione che sia “random” il meno possibile. E ricordate che le Fanpage sono indicizzate dai motori di ricerca, come Google, e quindi possono aiutarci a rendere “visibile” la nostra impresa. (punto #10 infografica)

Facebook per officine E poi, date una veste grafica accattivante a quanto divulgate: una bella immagine cattura l'occhio e non limitatevi soltanto a linkare un articolo interessante o una promozione voluta dalla vostra azienda, fate un piccolo cappello introduttivo che aiuti il visitatore a farsi un'idea più chiara di cosa si parla. A proposito di immagini, fate attenzione alle loro dimensioni: affinché tutto funzioni al meglio, attenzione alla grandezza. Una foto “cover”, per esempio, deve misurare 828x315 millimetri, mentre una immagine del profilo dovrebbe essere grande 180x180. (punti #6 e #8 infografica)

Inoltre, non c'è niente di più sbagliato di un'interazione lacunosa - o, peggio ancora, all'insegna della maleducazione - con i propri fan della pagina. Una mancata risposta può farci perdere qualche amico virtuale, ma peggio ancora può dare l'idea di disorganizzazione e poca efficienza: pensateci bene e, nei limiti del possibile, cercate di essere sempre puntuali. (punto #12 infografica)

Insomma, i trucchi per eleggere la nostra pagina Fb come fruttuoso strumento di lavoro non mancano. Autronica vi allega qualche consiglio utile per rendere Facebook un efficace carburante del vostro business.

Qui sotto, potete trovare un'infografica, scaricabile gratuitamente, con alcuni suggerimenti su come far fruttare al meglio il lato social della vostra officina. Continuate a seguirci per scaricare nuovi materiali utili in futuro!

 

GUARDA L'INFOGRAFICA COMPLETA

Categoria: Marketing

Cosi come il climatizzatore non è più un optional sulle auto odierne, così la sua manutenzione non dovrebbe esserlo per autoriparatori ed automobilisti.

Quante sono le officine che propongono un controllo di routine a tutti i clienti con regolarità? Quante officine stanno sfruttando questa opportunità di profitto? Ormai quasi tutti hanno una stazione di ricarica clima e offrono questo servizio, ma nonostante ciò, viene  proposto solo su richiesta e non viene consigliato come una operazione regolare e periodica, durante la manutenzione o i Tagliandi.

Continuando i nostri discorsi sulla comunicazione corretta e costante da fare in officina, gli Autoriparatori dovrebbero in questo caso, informare i propri clienti che la sola ricarica, fatta quando l’impianto ormai non raffredda più o emana un cattivo odore, non basta a mantenere efficiente il sistema nel lungo periodo e la conseguenza di elevati costi di ripristino.

Il controllo regolare del sistema clima, infatti, oltre a mantenere una temperatura gradevole sia d'estate che d'inverno, svolge anche la funzione di filtraggio dell'aria da particelle, polveri e pollini e la deumidificazione dell’abitacolo, contribuendo dunque ad una maggiore sicurezza durante la guida in tutte le stagioni. E’ infatti provato che il rischio di incidenti aumenta all’aumentare del caldo all’interno del veicolo. Il 10% del gas refrigerante inoltre, evapora ogni anno, aumentando anche i consumi di carburante dell’auto.

I clienti che entrano in officina devo essere resi consapevoli sull’importanza di questo impianto e sui controlli regolari di cui necessita. 

Ecco dunque cosa si dovrebbe fare: Manutenzione clima auto in officina

  • Sostituire il filtro abitacolo ogni 10.000 km o almeno una volta all’anno.
  • Sostituire  o rabboccare il liquido refrigerante quando necessario e almeno ogni 2 anni.
  • Controllare il livello dell'olio nel compressore.
  • Disinfestare l'intero impianto, per rimuovere batteri e funghi stagionalmente, preferibilmente in primavera.
  • Sostituire il filtro disidratatore ogni 4 anni oppure tra i 60000 e gli  80000 km, che rimuove l'umidità  e le particelle di sporcizia dall'impianto di climatizzazione.
  • Controllare regolarmente il compressore, il condensatore, l’ evaporatore e la valvola di espansione.
  • Con il passare degli anni poi, il naturale deperimento dei materiali, come le guarnizioni in gomma, può provocare perdite all’impianto e conseguente abbassamento delle prestazioni.

Come per gli ammortizzatori e i controlli estivi Autronica ha preparato una serie di materiali di Marketing a supporto della comunicazione in officina con il cliente. Stampati e messi in evidenza nella sala d’attesa o in ufficio, oppure inviati via e-mail, attireranno sicuramente l’attenzione dei vostri clienti, creando nuove opportunità di business e fatturato ma soprattutto un ottimo sistema di fidelizzazione.

Compilando il modulo qui sotto riceverai i materiali via email, GRATUITAMENTE. Continuate a seguirci perché presto ci saranno altri nuovi consigli e materiali.

 Scarica il materiale di marketing climatizzazione

 

 

Categoria: Marketing

In ogni attività, saper valorizzare il proprio business con una comunicazione efficace e d’impatto può aiutare ad incrementare lavoro e guadagni. E questo vale anche per  le vostre autofficine. Lo abbiamo detto in tanti modi: il cliente va istruito e stimolato, e spetta a voi farlo!  I clienti si fidano delle vostre competenze e dei vostri consigli, quindi perché non sfruttare anche la bella stagione per proporre un controllo approfondito dell’auto magari abbinato ad una bella promozione?

Da sempre l’estate è un periodo piuttosto tranquillo per le autofficine ma voi e la vostra intraprendenza potrete renderlo più movimentato. Ogni cliente che parte per le vacanze, desidera trascorrere serenamente le proprie ferie e spiacevoli inconvenienti alla propria auto minerebbero sicuramente questa serenità. Con queste forti motivazioni possiamo proporre ai clienti un controllo approfondito della vettura  e la sostituzione di eventuali componenti usurati ad un prezzo promozionale.

Sapete che soltanto il 62% degli automobilisti Europei sono abituati a fare un controllo stagionale della propri auto e di questi il 78% delle vetture necessita solitamente di una sostituzione di un componente? Questi sono decisamente dati da non sottovalutare, che fanno ben sperare in un successo per le vostre iniziative estive. I componenti più sostituiti sono Olio motore, Filtro dell’aria, liquido di raffreddamento e a seguire cinghia, spazzole tergicristallo, pneumatici e altri.

Come per gli ammortizzatori abbiamo preparato un serie di materiali che potete scaricare ed utilizzare nella vostra autofficina per proporre i controlli estivi e preparare le auto dei vostri cliente a delle vacanze lunghe e serene. A questo potrete abbinare un offerta competitiva per la sostituzione del componente usurato. Inoltre il vostro intervento può far risparmiare consumi e denaro al cliente ma a beneficio della vostra attività commerciale. Cosa aspettate ad approfittarne?

 

scarica il kit auto summercheckup

 

 

Categoria: Marketing

Lo abbiamo già detto, e lo ribadiamo con convinzione: oggi, saper riparare non basta più per rimanere competitivi sul mercato. In tempi di social media, comunicazione in Rete, mobile e quant’altro, la concorrenza per le autofficine prolifera, ed è anche piuttosto feroce. E poi, c’è un altro problema: l’abusivismo. Ne abbiamo già parlato in un recente articolo comparso su questo blog, rimarcando come siano gli stessi meccanici in regola che si devono tutelare, fornendo servizi e accrescendo la “cultura” del cliente. Non solo: mostrandogli le dovute attenzioni, lo faremo sentire “coccolato” e tenuto nella migliore alta considerazione.

Insomma, il know-how tecnico acquisito negli anni non è sufficiente per emergere e restare sulla cresta dell’onda. È necessario utilizzare efficaci strumenti di marketing che ci aiutino a sviluppare il nostro business. Ma come farlo? Autronica ha pensato di aiutarvi con strumenti pratici che renderanno sempre più soddisfatta la vostra clientela ed aumenteranno i vostri guadagni. Periodicamente pubblicheremo alcuni contributi che vi aiuteranno ad offrire un servizio efficace, a  comunicare con il vostro cliente e a predisporre alcuni semplici ed utili strumenti.

Il primo argomento che abbiamo scelto sono gli ammortizzatori, spesso trascurati dagli automobilisti. Quante volte proponiamo un controllo di questo componente a chi sceglie la nostra autofficina? E mettiamo l’accento sul fatto che la loro usura possa mettere a repentaglio la sicurezza dell’automobilista al volante? Non possiamo certo pretendere che sia il nostro cliente a sapere quando un ammortizzatore è “a fine vita”, né che si accorga di quali siano i sintomi. Sta a noi, quindi, farglielo presente e, nel caso, consigliare la sostituzione del componente, ribadendo che ne va della propria sicurezza e tranquillità al volante.

Ma come? Beh i modi sono tanti e differenti. Mandando una email informativa con allegato un coupon per un controllo gratuito, oppure stampando un volantino da lasciare nella vostra sala d’attesa o sul sedile dell’auto alla riconsegna dopo la riparazione. O ancora scrivendo un bel post sulla vostra pagina Facebook o G+ o Twitter che invita gli automobilisti della zona a farvi visita per un consiglio. A proposito … ce l’avete una pagina Fecebook? La usate correttamente? Di questo parleremo prossimamente, ma ora torniamo ai nostri cari ammortizzatori. Provate a chiedere al vostro fornitore di fiducia di farvi un’offerta allettante sull’acquisto degli ammortizzatori e proponete ai clienti un controllo gratuito per la loro sicurezza e in caso di necessità di sostituzione uno sconto vantaggioso se presentano il vostro coupon. Queste attività ripagano moltissimo, potrete conoscere nuovi clienti, rivedere vecchi cliente che non sentite da un po’ e fidelizzare ulteriormente quelli più assidui. I più attivi di voi potrebbero anche pensare di fare una piccola inserzione pubblicitaria su un giornale locale con l’offerta commerciale. Le idee possono davvero essere tante. Il nostro consiglio è di non dare per scontato che l’automobilista sappia come tenere monitorata la propria auto e come poter viaggiare in tutta sicurezza. Facendo leva su questi argomenti riuscirete senz’altro a far percepire l’importanza del vostro lavoro e del suo valore.

Ma ora passiamo alla fase pratica. Immaginiamo che non tutti abbiano competenze grafiche o si possano appoggiare ad un’agenzia di comunicazione quindi ci pensiamo noi: qui di seguito troverete già tutti gli elementi che vi abbiamo proposto pronti all’uso e personalizzabili con il vostro logo, nome o timbro della officina.

Usateli al meglio e seguiteci perchè ne proporremo altri in futuro!

La redazione!

 scarica kit comunicazione  ammortizzatori per autofficina

 

Categoria: Marketing

La crisi economica ha acuito questo fenomeno. Sto parlando dell’abusivismo nella riparazione delle automobili. Ne discutevo di recente con degli autoriparatori, ricordando un caso simbolo di qualche tempo fa: la Polizia, nel corso di operazioni in tutta Italia, ha svolto numerosi controlli, sfociati in alcuni arresti e la chiusura di un’officina abusiva, con il sequestro dell’attrezzatura e una multa di 5.000 euro. Ma questa è soltanto la punta dell’iceberg.

I media hanno legato il proliferare dell’attività abusiva con la congiuntura economica sfavorevole cominciata nel 2008. Ciò è sicuramente vero, ma la questione deve essere interpretata da prospettive differenti. E non sempre, il meccanico ‘in regola’ è la vittima di questo fenomeno, anzi talvolta ne è addirittura complice, sebbene in modo inconscio. Quando ho esposto questa mia teoria agli amici autoriparatori… apriti cielo! C’è stata una levata di scudi generale: “Ma che cosa stai dicendo? Siamo noi i danneggiati!”, mi hanno detto, con toni accesi. Certo, un abusivo provoca ‘danni’ alla categoria, ma è anche la categoria stessa che non si difende come dovrebbe.

Inquadriamo meglio la questione. In alcuni casi, gli autoriparatori irregolari sono dipendenti di officine (e non soltanto di concessionarie), che per colpa della crisi economica hanno perso l’occupazione. E così, per provare a garantirsi comunque la pagnotta, hanno pensato bene di aprire un’attività nel proprio garage. Ma gli abusivi sono anche operatori che hanno ancora un lavoro, dotati però di tempo libero e un minimo di competenze tecniche che consentono loro di eseguire in autonomia interventi di manutenzione e riparazione a parenti, amici e conoscenti. In termini legali l’accusa, per chi si ‘inventa’ meccanico, verte sulla mancata iscrizione nell’apposito registro della Camera di Commercio e, di conseguenza, a costoro viene contestato l’abuso della professione. Insomma, imprenditori fittizi.

Tornando al dialogo con i colleghi autoriparatori, il primo commento è stato che gli irregolari fanno del ‘nero’, guadagnando illecitamente del denaro senza doverci pagare le tasse sopra, ma ‘schivando’ anche tutti i rischi connessi alla mission imprenditoriale. Però, ho osservato, in fondo è anche colpa vostra. I presenti forse volevano linciarmi, ma ho argomentato con una frase secca, lapidaria: “Che cosa fate per evitare che succeda tutto questo?”. Dal silenzio che ne è seguito, è arrivata la risposta: nulla, noi non ci ‘attiviamo’ per evitare che le cose prendano questa piega. Così, ho proseguito: “Che cosa fa l’autoriparatore, in qualità di imprenditore, per far conoscere alla clientela i rischi che si corrono, mettendosi nelle mani di un abusivo? Li informate per metterli al corrente dei possibili problemi in termini di sicurezza di garanzia, di professionalità e qualità del lavoro eseguito?”. Purtroppo, talvolta è un’altra domanda retorica.

meccanico non autorizzato che svolge la sua attività illegalmenteIl titolare di un’autofficina mi ha risposto indignato che non è colpa sua se il cliente si rivolge all’amico che lavora in nero. E qui sta l’errore. Non è il cliente che sbaglia, ma l’autoriparatore, perché quest’ultimo non usa nessuno strumento efficace per parlare con il consumatore. E non sto parlando soltanto di mezzi utili quali la pubblicità, ma anche di dialogo diretto. Abbiamo mai detto al cliente che passa in officina quali siano i rischi legati ai meccanici abusivi? Probabilmente no. Forse qualcuno la ritiene una perdita di tempo, ma non è così. Ne va della ‘fedeltà’ del cliente e, quindi, del fatturato. E voglio aggiungere una cosa: se l’abusivo lavora, è perché qualcuno si rivolge a lui e gli permette di ‘fare il suo gioco’.

È qui che entra in ballo un autoriparatore regolare. Deve reagire. L’autofficina è come se risultasse inesistente agli occhi della potenziale clientela perché spesso non c’è uno straccio di strategia di marketing. Il sito internet dell’azienda, se esiste, è una semplice pagina statica, non molto attraente per chi naviga in Rete, magari realizzata da chi vende elenchi telefonici e con elevati costi di gestione annuale e che, sotto il profilo della comunicazione, dà luogo a un portale che offre poco o nulla.

Come fa un automobilista a scegliere un autoriparatore se non sa che cosa fa, quali competenze può mettere sul tavolo, i servizi che offre? Inoltre, quanto ‘calcate la mano’ sull’importanza della garanzia dei lavori eseguiti? Forse lo date per scontato, ma per molti consumatori non lo è affatto. Per contro, gli abusivi riescono a intavolare una serie di relazioni, magari utilizzando uno strumento potente come i social media, usando questi canali senza scrupolo alcuno e coinvolgendo, così, centinaia di persone.

Dunque, rispondere diventa necessario. Ma come farlo? Semplice: acquisendo nuove competenze di marketing, che consentano all’officina ‘onesta’ di distinguersi per non estinguersi sul mercato. Perché, come ho già accennato, le competenze tecniche sono fondamentali per creare business, ma da sole non bastano. Bisogna ‘vendere’ le proprie capacità. La mia conclusione è che se gli autoriparatori non sanno fare Marketing, forse è perché nessuno glielo ha mai insegnato.

Iscriviti al blog di Autronica, troverete dei consigli per migliorare le vostre strategie. E reagire, in modo efficace, a chi non gioca secondo le regole

Categoria: Marketing
Giovedì, 25 Febbraio 2016 08:38

Evolversi per non estinguersi - Seconda parte

(2 parteAbbiamo visto, nell’articolo precedente, come il benessere e la crescita economica degli anni Cinquanta-Sessanta siano stati il volano fondamentale per far nascere nuove aziende di autoriparazione. Allora…

I nuovi meccanici nascevano, prevalentemente, all’interno del settore e venivano formati sulla base di quanto faceva il loro titolare. Tutto ciò, inoltre, era facilitato da una domanda di riparazione in continua crescita grazie alle prepotente motorizzazione del Belpaese in quegli anni: tra il 1951 e il 1961, il numero di vetture circolanti era aumentato del 476%. Tempi di vacche grasse, ma anche una situazione che, come si è visto, in Italia non poteva durare.

Essere imprenditori, infatti, non vuol dire improvvisazione; anzi, implica di possedere determinati requisiti, per distinguersi e posizionare la propria azienda sul mercato, come:

  • Competenze manageriali e di leadership
  • Capacità di lavorare in gruppo e motivare le persone al raggiungimento di obiettivi comuni e condivisi
  • Comunicazione tra collaboratori e clienti
  • Gestione dello stress e delle emozioni
  • Gestione delle risorse umane
  • Innovazione e sviluppo della creatività
  • Competenze organizzative
  • Tecniche di analisi e di gestione
  • Progettazione e organizzazione del lavoro
  • Conoscenza e implementazione delle nuove tecnologie
  • Progettazione e organizzazione di corsi di formazione
  • Competenze strategiche
  • Capacità di individuare vision e mission aziendali
  • Capacità di individuare gli obiettivi e i valori comuni
  • Analisi del mercato con l’individuazione dei nuovi trend
  • Analisi della concorrenza
  • Analisi del posizionamento competitivo dell’azienda
  • Identificazione dei punti di forza e debolezza aziendali
  • Analisi della clientela attraverso un CRM
  • Gestione strategica dell’azienda.

Imprenditore che consulta le statistiche di mercatoIl problema, cifre alla mano, è che il numero degli autoriparatori presenti in Italia è diventato superiore alla domanda di manutenzione e riparazione; inoltre, le aziende sono piccole e non strutturate. Come se non bastasse, la sfavorevole congiuntura economica partita nel 2008 ha fatto sì che l’automobilista sia meno fedele e rincorra il prezzo basso anche con l’utilizzo di Internet, canale sempre più ‘a portata di tutti’.

Oggi, c’è maggiore attenzione da parte di chi decide di acquistare un bene o un servizio. Saper riparare un’auto non basta più! Negli anni ’60 in Italia il marketing, non serviva, o comunque era considerato superfluo, complice il boom economico vissuto dalla nostra nazione nel secondo Dopoguerra. Negli Stati Uniti, sempre nello stesso periodo, si comincia a parlare di posizionamento di marca e di ‘brand’. Il posizionamento di marca è la disciplina alla base del marketing secondo la quale ogni azienda deve lavorare in una direzione molto chiara: essere presente nella mente del cliente come scelta preferita di quest’ultimo. Non è un caso che succedesse proprio negli Usa: l’America veniva da un lungo periodo di recessione, complice la crisi del 1929, e dopo 30 anni si stava lasciando il peggio alle spalle. Gli Stati Uniti ripartivano, c’era un proliferare di aziende che affollava il mercato con prodotti e/o servizi simili nella maggior parte dei settori. Era, dunque, necessario che le imprese si differenziassero con un posizionamento di marchio. Nasceva una cultura.

Il quadro economico pre-crisi del 2008 non tornerà più, almeno come lo intendiamo noi. Il mercato è in contrazione, il modo di fare business è cambiato, l’economia - è un fattore ciclico e la storia lo insegna - ritornerà a crescere, ma bisogna farsi trovare pronti alla ‘nuova ondata’. Il che significa essere preparati non soltanto a livello personale, ma anche professionale. Il mondo di oggi è cambiato in maniera radicale.

E chi non saprà cogliere le nuove sfide, restando ancorato ai vecchi modelli che davano più importanza al ‘saper fare’, senza cogliere le mille sfumature del mercato attuale e futuro, andrà incontro a nuove difficoltà, con il rischio di essere travolto. Oggi siamo di fronte alla trasformazione, necessaria, in ‘autoriparatore 2.0’. Un viaggio che, noi di questo blog, vorremmo fare insieme a voi.

Cambia marcia, pensa globale, agisci locale. 

Leggi la prima parte