Venerdì, 04 Marzo 2016 16:21

La tecnologia è un’opportunità. Usatela a vostro vantaggio anche in officina!

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In tempi di ‘nativi digitali’, la tecnologia non può mancare nemmeno nelle autofficine. Ma bisogna utilizzarla (e sfruttarla) al meglio, con la dovuta attenzione. Altrimenti, si corre il rischio che la modernità - ripetiamo: ormai è un elemento necessario per fare business - diventi una pericolosa arma a doppio taglio.

Oggi, per esempio, l’indirizzo e-mail dell’officina è il ‘minimo sindacale’ per chi vuole stare al passo con i tempi. Non tutti, però, hanno la pazienza di monitorarla con la dovuta accortezza: e così, molte caselle finiscono per esaurire lo spazio senza che il meccanico, in questo caso fin troppo distratto, se ne accorga. Il risultato? Il cliente che ci scrive - e non è una eventualità così infrequente! - si vede recapitare indietro il messaggio, con tutto il possibile ‘fastidio’ che ne deriva. Molti preferiscono, anche per motivi di praticità, utilizzare la mail come primo approccio  e in caso di un responso negativo come quello illustrato possono farsi un’opinione per nulla positiva dell’autofficina.

E, in quanto a tecnologia, si può fare anche un secondo esempio, basato su un’esperienza reale. Federico (nome di fantasia) è in cerca di un pezzo di ricambio per la sua auto. Dopo il guasto, decide di mettersi al computer e andare ‘a caccia’ delle officine presenti in zona. Ne individua tre. Alla prima telefonata non gli danno molte speranze: “È un ricambio particolare - gli dicono - e non così facilmente reperibile. Ci richiami la prossima settimana”. Gentili, ma non risolutivi.

È tempo di fare il secondo tentativo. Una rapida occhiata al sito dell’autoriparatore, ecco il numero che si compone sulla tastiera e, dall’altra parte del filo, ecco… una risposta molto simile. “Avremo probabilmente bisogno di qualche giorno. Ci può contattare dopodomani, così le diamo tempistiche più certe sull’arrivo del componente?”.monitorare le email in officina è importante

Federico, allora, decide di provarci anche con la terza azienda della zona. Accede al suo sito internet e sceglie di seguire una strada diversa. ‘Hai bisogno di un ricambio? Compila il nostro form!’, si legge. Chiedono i dati dell’automobilista, compresi indirizzo e-mail, cellulare e c’è, ovviamente, uno spazio per dettagliare la richiesta. Il nostro protagonista, con dovizia di particolari, spiega che cosa sta cercando. Utilizza fiducioso questo strumento, sperando in una risposta solerte. È un martedì pomeriggio.

Federico ha voglia di rimettere in forma la sua auto al più presto. Intanto, le ore passano. Si chiede quando l’officina, contattata telematicamente, risponderà alla sua richiesta. “Che faccio, chiamo?”, si domanda. E poi si dice che non è il caso di essere stressante: “Sicuramente hanno letto quanto ho scritto. Attendo un attimo”. Il tempo passa, inesorabile. E così, trascorre anche il secondo giorno da quando ha inviato la sua richiesta. “Ma ci vuole così tanto a darmi un riscontro? Questa azienda non mi sembra affidabile” è il pensiero, secco e deciso, di Federico, che aggiunge: “Hanno perso un potenziale cliente”. Il giorno seguente, contatta telefonicamente la seconda officina che, nel giro di qualche ora, gli procura il componente desiderato. ‘Caso’ archiviato.

Qual è la considerazione finale che possiamo fare? Va rimarcato che la tecnologia, oggigiorno, è basilare per ogni azienda che si rispetti. Gli automobilisti ‘attempati’ spesso ricorrono alle competenze dei loro familiari o amici più giovani per trovare in Rete una soluzione ai problemi delle proprie auto. Gli strumenti offerti da Internet, per fare business, sono dunque indispensabili al meccanico moderno. Ma se decidete di ricorrere ai canali telematici… occhio! Attivarli, e poi trascurarli, può diventare un boomerang. Tenetelo bene a mente.  

Letto 32266 volte Ultima modifica il Venerdì, 04 Marzo 2016 16:47

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