Cosi come il climatizzatore non è più un optional sulle auto odierne, così la sua manutenzione non dovrebbe esserlo per autoriparatori ed automobilisti.

Quante sono le officine che propongono un controllo di routine a tutti i clienti con regolarità? Quante officine stanno sfruttando questa opportunità di profitto? Ormai quasi tutti hanno una stazione di ricarica clima e offrono questo servizio, ma nonostante ciò, viene  proposto solo su richiesta e non viene consigliato come una operazione regolare e periodica, durante la manutenzione o i Tagliandi.

Continuando i nostri discorsi sulla comunicazione corretta e costante da fare in officina, gli Autoriparatori dovrebbero in questo caso, informare i propri clienti che la sola ricarica, fatta quando l’impianto ormai non raffredda più o emana un cattivo odore, non basta a mantenere efficiente il sistema nel lungo periodo e la conseguenza di elevati costi di ripristino.

Il controllo regolare del sistema clima, infatti, oltre a mantenere una temperatura gradevole sia d'estate che d'inverno, svolge anche la funzione di filtraggio dell'aria da particelle, polveri e pollini e la deumidificazione dell’abitacolo, contribuendo dunque ad una maggiore sicurezza durante la guida in tutte le stagioni. E’ infatti provato che il rischio di incidenti aumenta all’aumentare del caldo all’interno del veicolo. Il 10% del gas refrigerante inoltre, evapora ogni anno, aumentando anche i consumi di carburante dell’auto.

I clienti che entrano in officina devo essere resi consapevoli sull’importanza di questo impianto e sui controlli regolari di cui necessita. 

Ecco dunque cosa si dovrebbe fare: Manutenzione clima auto in officina

  • Sostituire il filtro abitacolo ogni 10.000 km o almeno una volta all’anno.
  • Sostituire  o rabboccare il liquido refrigerante quando necessario e almeno ogni 2 anni.
  • Controllare il livello dell'olio nel compressore.
  • Disinfestare l'intero impianto, per rimuovere batteri e funghi stagionalmente, preferibilmente in primavera.
  • Sostituire il filtro disidratatore ogni 4 anni oppure tra i 60000 e gli  80000 km, che rimuove l'umidità  e le particelle di sporcizia dall'impianto di climatizzazione.
  • Controllare regolarmente il compressore, il condensatore, l’ evaporatore e la valvola di espansione.
  • Con il passare degli anni poi, il naturale deperimento dei materiali, come le guarnizioni in gomma, può provocare perdite all’impianto e conseguente abbassamento delle prestazioni.

Come per gli ammortizzatori e i controlli estivi Autronica ha preparato una serie di materiali di Marketing a supporto della comunicazione in officina con il cliente. Stampati e messi in evidenza nella sala d’attesa o in ufficio, oppure inviati via e-mail, attireranno sicuramente l’attenzione dei vostri clienti, creando nuove opportunità di business e fatturato ma soprattutto un ottimo sistema di fidelizzazione.

Compilando il modulo qui sotto riceverai i materiali via email, GRATUITAMENTE. Continuate a seguirci perché presto ci saranno altri nuovi consigli e materiali.

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Categoria: Marketing

In ogni attività, saper valorizzare il proprio business con una comunicazione efficace e d’impatto può aiutare ad incrementare lavoro e guadagni. E questo vale anche per  le vostre autofficine. Lo abbiamo detto in tanti modi: il cliente va istruito e stimolato, e spetta a voi farlo!  I clienti si fidano delle vostre competenze e dei vostri consigli, quindi perché non sfruttare anche la bella stagione per proporre un controllo approfondito dell’auto magari abbinato ad una bella promozione?

Da sempre l’estate è un periodo piuttosto tranquillo per le autofficine ma voi e la vostra intraprendenza potrete renderlo più movimentato. Ogni cliente che parte per le vacanze, desidera trascorrere serenamente le proprie ferie e spiacevoli inconvenienti alla propria auto minerebbero sicuramente questa serenità. Con queste forti motivazioni possiamo proporre ai clienti un controllo approfondito della vettura  e la sostituzione di eventuali componenti usurati ad un prezzo promozionale.

Sapete che soltanto il 62% degli automobilisti Europei sono abituati a fare un controllo stagionale della propri auto e di questi il 78% delle vetture necessita solitamente di una sostituzione di un componente? Questi sono decisamente dati da non sottovalutare, che fanno ben sperare in un successo per le vostre iniziative estive. I componenti più sostituiti sono Olio motore, Filtro dell’aria, liquido di raffreddamento e a seguire cinghia, spazzole tergicristallo, pneumatici e altri.

Come per gli ammortizzatori abbiamo preparato un serie di materiali che potete scaricare ed utilizzare nella vostra autofficina per proporre i controlli estivi e preparare le auto dei vostri cliente a delle vacanze lunghe e serene. A questo potrete abbinare un offerta competitiva per la sostituzione del componente usurato. Inoltre il vostro intervento può far risparmiare consumi e denaro al cliente ma a beneficio della vostra attività commerciale. Cosa aspettate ad approfittarne?

 

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Categoria: Marketing

Lo abbiamo già detto, e lo ribadiamo con convinzione: oggi, saper riparare non basta più per rimanere competitivi sul mercato. In tempi di social media, comunicazione in Rete, mobile e quant’altro, la concorrenza per le autofficine prolifera, ed è anche piuttosto feroce. E poi, c’è un altro problema: l’abusivismo. Ne abbiamo già parlato in un recente articolo comparso su questo blog, rimarcando come siano gli stessi meccanici in regola che si devono tutelare, fornendo servizi e accrescendo la “cultura” del cliente. Non solo: mostrandogli le dovute attenzioni, lo faremo sentire “coccolato” e tenuto nella migliore alta considerazione.

Insomma, il know-how tecnico acquisito negli anni non è sufficiente per emergere e restare sulla cresta dell’onda. È necessario utilizzare efficaci strumenti di marketing che ci aiutino a sviluppare il nostro business. Ma come farlo? Autronica ha pensato di aiutarvi con strumenti pratici che renderanno sempre più soddisfatta la vostra clientela ed aumenteranno i vostri guadagni. Periodicamente pubblicheremo alcuni contributi che vi aiuteranno ad offrire un servizio efficace, a  comunicare con il vostro cliente e a predisporre alcuni semplici ed utili strumenti.

Il primo argomento che abbiamo scelto sono gli ammortizzatori, spesso trascurati dagli automobilisti. Quante volte proponiamo un controllo di questo componente a chi sceglie la nostra autofficina? E mettiamo l’accento sul fatto che la loro usura possa mettere a repentaglio la sicurezza dell’automobilista al volante? Non possiamo certo pretendere che sia il nostro cliente a sapere quando un ammortizzatore è “a fine vita”, né che si accorga di quali siano i sintomi. Sta a noi, quindi, farglielo presente e, nel caso, consigliare la sostituzione del componente, ribadendo che ne va della propria sicurezza e tranquillità al volante.

Ma come? Beh i modi sono tanti e differenti. Mandando una email informativa con allegato un coupon per un controllo gratuito, oppure stampando un volantino da lasciare nella vostra sala d’attesa o sul sedile dell’auto alla riconsegna dopo la riparazione. O ancora scrivendo un bel post sulla vostra pagina Facebook o G+ o Twitter che invita gli automobilisti della zona a farvi visita per un consiglio. A proposito … ce l’avete una pagina Fecebook? La usate correttamente? Di questo parleremo prossimamente, ma ora torniamo ai nostri cari ammortizzatori. Provate a chiedere al vostro fornitore di fiducia di farvi un’offerta allettante sull’acquisto degli ammortizzatori e proponete ai clienti un controllo gratuito per la loro sicurezza e in caso di necessità di sostituzione uno sconto vantaggioso se presentano il vostro coupon. Queste attività ripagano moltissimo, potrete conoscere nuovi clienti, rivedere vecchi cliente che non sentite da un po’ e fidelizzare ulteriormente quelli più assidui. I più attivi di voi potrebbero anche pensare di fare una piccola inserzione pubblicitaria su un giornale locale con l’offerta commerciale. Le idee possono davvero essere tante. Il nostro consiglio è di non dare per scontato che l’automobilista sappia come tenere monitorata la propria auto e come poter viaggiare in tutta sicurezza. Facendo leva su questi argomenti riuscirete senz’altro a far percepire l’importanza del vostro lavoro e del suo valore.

Ma ora passiamo alla fase pratica. Immaginiamo che non tutti abbiano competenze grafiche o si possano appoggiare ad un’agenzia di comunicazione quindi ci pensiamo noi: qui di seguito troverete già tutti gli elementi che vi abbiamo proposto pronti all’uso e personalizzabili con il vostro logo, nome o timbro della officina.

Usateli al meglio e seguiteci perchè ne proporremo altri in futuro!

La redazione!

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Categoria: Marketing

La crisi economica ha acuito questo fenomeno. Sto parlando dell’abusivismo nella riparazione delle automobili. Ne discutevo di recente con degli autoriparatori, ricordando un caso simbolo di qualche tempo fa: la Polizia, nel corso di operazioni in tutta Italia, ha svolto numerosi controlli, sfociati in alcuni arresti e la chiusura di un’officina abusiva, con il sequestro dell’attrezzatura e una multa di 5.000 euro. Ma questa è soltanto la punta dell’iceberg.

I media hanno legato il proliferare dell’attività abusiva con la congiuntura economica sfavorevole cominciata nel 2008. Ciò è sicuramente vero, ma la questione deve essere interpretata da prospettive differenti. E non sempre, il meccanico ‘in regola’ è la vittima di questo fenomeno, anzi talvolta ne è addirittura complice, sebbene in modo inconscio. Quando ho esposto questa mia teoria agli amici autoriparatori… apriti cielo! C’è stata una levata di scudi generale: “Ma che cosa stai dicendo? Siamo noi i danneggiati!”, mi hanno detto, con toni accesi. Certo, un abusivo provoca ‘danni’ alla categoria, ma è anche la categoria stessa che non si difende come dovrebbe.

Inquadriamo meglio la questione. In alcuni casi, gli autoriparatori irregolari sono dipendenti di officine (e non soltanto di concessionarie), che per colpa della crisi economica hanno perso l’occupazione. E così, per provare a garantirsi comunque la pagnotta, hanno pensato bene di aprire un’attività nel proprio garage. Ma gli abusivi sono anche operatori che hanno ancora un lavoro, dotati però di tempo libero e un minimo di competenze tecniche che consentono loro di eseguire in autonomia interventi di manutenzione e riparazione a parenti, amici e conoscenti. In termini legali l’accusa, per chi si ‘inventa’ meccanico, verte sulla mancata iscrizione nell’apposito registro della Camera di Commercio e, di conseguenza, a costoro viene contestato l’abuso della professione. Insomma, imprenditori fittizi.

Tornando al dialogo con i colleghi autoriparatori, il primo commento è stato che gli irregolari fanno del ‘nero’, guadagnando illecitamente del denaro senza doverci pagare le tasse sopra, ma ‘schivando’ anche tutti i rischi connessi alla mission imprenditoriale. Però, ho osservato, in fondo è anche colpa vostra. I presenti forse volevano linciarmi, ma ho argomentato con una frase secca, lapidaria: “Che cosa fate per evitare che succeda tutto questo?”. Dal silenzio che ne è seguito, è arrivata la risposta: nulla, noi non ci ‘attiviamo’ per evitare che le cose prendano questa piega. Così, ho proseguito: “Che cosa fa l’autoriparatore, in qualità di imprenditore, per far conoscere alla clientela i rischi che si corrono, mettendosi nelle mani di un abusivo? Li informate per metterli al corrente dei possibili problemi in termini di sicurezza di garanzia, di professionalità e qualità del lavoro eseguito?”. Purtroppo, talvolta è un’altra domanda retorica.

meccanico non autorizzato che svolge la sua attività illegalmenteIl titolare di un’autofficina mi ha risposto indignato che non è colpa sua se il cliente si rivolge all’amico che lavora in nero. E qui sta l’errore. Non è il cliente che sbaglia, ma l’autoriparatore, perché quest’ultimo non usa nessuno strumento efficace per parlare con il consumatore. E non sto parlando soltanto di mezzi utili quali la pubblicità, ma anche di dialogo diretto. Abbiamo mai detto al cliente che passa in officina quali siano i rischi legati ai meccanici abusivi? Probabilmente no. Forse qualcuno la ritiene una perdita di tempo, ma non è così. Ne va della ‘fedeltà’ del cliente e, quindi, del fatturato. E voglio aggiungere una cosa: se l’abusivo lavora, è perché qualcuno si rivolge a lui e gli permette di ‘fare il suo gioco’.

È qui che entra in ballo un autoriparatore regolare. Deve reagire. L’autofficina è come se risultasse inesistente agli occhi della potenziale clientela perché spesso non c’è uno straccio di strategia di marketing. Il sito internet dell’azienda, se esiste, è una semplice pagina statica, non molto attraente per chi naviga in Rete, magari realizzata da chi vende elenchi telefonici e con elevati costi di gestione annuale e che, sotto il profilo della comunicazione, dà luogo a un portale che offre poco o nulla.

Come fa un automobilista a scegliere un autoriparatore se non sa che cosa fa, quali competenze può mettere sul tavolo, i servizi che offre? Inoltre, quanto ‘calcate la mano’ sull’importanza della garanzia dei lavori eseguiti? Forse lo date per scontato, ma per molti consumatori non lo è affatto. Per contro, gli abusivi riescono a intavolare una serie di relazioni, magari utilizzando uno strumento potente come i social media, usando questi canali senza scrupolo alcuno e coinvolgendo, così, centinaia di persone.

Dunque, rispondere diventa necessario. Ma come farlo? Semplice: acquisendo nuove competenze di marketing, che consentano all’officina ‘onesta’ di distinguersi per non estinguersi sul mercato. Perché, come ho già accennato, le competenze tecniche sono fondamentali per creare business, ma da sole non bastano. Bisogna ‘vendere’ le proprie capacità. La mia conclusione è che se gli autoriparatori non sanno fare Marketing, forse è perché nessuno glielo ha mai insegnato.

Iscriviti al blog di Autronica, troverete dei consigli per migliorare le vostre strategie. E reagire, in modo efficace, a chi non gioca secondo le regole

Categoria: Marketing

Molte volte siamo presi dal ‘fare’. La nostra quotidianità è ricca di appuntamenti, impegni da portare a termine, scadenze da rispettare. E così, accade che rimanga poco tempo per… comunicare. Eppure, è bene ricordarsi sempre che la comunicazione è un elemento fondante, un caposaldo non soltanto quando siamo in famiglia, ma anche e soprattutto sul luogo di lavoro, se vogliamo far funzionare la nostra azienda.

Può l’autoriparatore rimanere fuori da queste ‘logiche’? Certo che no! Anzi, è necessario muoversi su due canali, apparentemente distinti, ma in realtà strettamente collegati.

Il primo ‘sentiero da percorrere’ è quello della comunicazione in officina verso il cliente esterno. Non è sufficiente essere il top nella riparazione, sfoggiando qualità tecniche e preparazione all’avanguardia. Non basta più! Chi sceglie la vostra azienda deve essere guidato verso un pieno soddisfacimento delle sue esigenze; dovete far capire che ci tenete al vostro cliente, che gli date la giusta attenzione.

Non è detto, per esempio, che chi utilizza l’auto solo come ‘semplice’ mezzo di trasporto cerchi soltanto di risparmiare il più possibile, in barba alla cura del proprio veicolo. Sta a voi fargli capire che gli state dando i consigli giusti. Se chiedete a un cliente (nuovo o vecchio che sia) quanto sia importante la sicurezza della propria autovettura, probabilmente non si opporrà alla sostituzione dei dischi freno, se questi componenti, sono visibilmente usurati. Basterà fargli notare che la sostituzione delle pastiglie non è sufficiente a garantirsi la necessaria ‘tranquillità’ su strada, soprattutto in caso di frenate d’emergenza.

meccanico che comunica con cliente cordialmenteLa maggior parte degli autoriparatori dedica poco tempo alla propria clientela: ricordatevi che fare le domande giuste all’automobilista evita di farvi perdere ottime opportunità di guadagno, e inoltre farà contento il vostro cliente, che si sentirà ‘coccolato’ e protetto. Per lui (o lei), sarà più facile tornare con entusiasmo e fiducia.

E poi, c’è anche la comunicazione interna all’azienda. Già, perché i collaboratori sono un pilastro della vostra azienda e rivestono una grande importanza in un modello di business vincente. È basilare che la persona a capo dell’autofficina e il suo staff siano in piena sintonia su come ci si approccia agli “esterni”.

Quante volte capita che il titolare si comporta in maniera gentile e affabile con la clientela, mentre il collaboratore agisce in maniera diametralmente opposta? Succede, ma non dovrebbe. Questo comporta un evidente danno per l’immagine aziendale e la forza del passaparola è più potente di quanto si pensi, amplificando in fretta la negatività.

Ecco perché è fondamentale, all’interno dell’officina, creare una comunicazione verso l’esterno che dia un’immagine coerente dell’azienda al cospetto dei clienti, evitando pericolose deviazioni dalla ‘filosofia’ prestabilita.

Ricordatelo: il potere della comunicazione è elevatissimo. Curare questo aspetto, è il primo mattoncino per garantirvi il successo.

Categoria: Comunicazione

Quante volte ci è successo di andare in un negozio, o al supermercato, e rimanere negativamente colpiti dalla ‘ombrosità’ del titolare o dei commessi? Purtroppo capita, anche se non dovrebbe. E se il nostro interlocutore fatica a rivolgerci anche un semplice e cordiale saluto, la nostra buona predisposizione verso di lui (o lei) è destinata a scemare rapidamente.

Soprattutto nel caso in cui sia la prima volta che varchiamo quella porta, la prima impressione sarà, giocoforza, negativa. E anche nell’eventualità che il negozio in questione dovesse vendere prodotti di buona qualità, questo atteggiamento potrebbe spingerci a non tornare.

Già, perché molti sottovalutano l’importanza del ‘buongiorno’. Salutare è un atto comunicativo normalmente usato nella vita quotidiana; sfido chiunque a non etichettarlo come una prassi normale e, soprattutto, di buona educazione. E invece capita che stranamente, soprattutto al telefono, in molte aziende si faccia difficoltà a ‘elargirlo’ in modo spontaneo e con il sorriso sulle labbra.

Va ricordato come il saluto sia il primo contatto con il cliente anche in autofficina, un momento topico per instaurare l’approccio ideale con chi sceglie di affidarsi a noi. Che sia un ‘buongiorno’ dato di persona, oppure da un capo all’altro del filo telefonico, esprime al meglio la nostra attenzione per il cliente e la voglia di mettersi a sua disposizione.

Non è facile farlo, ma necessario sì!

Il sorriso e cortesia sono fondamentali anche al telefonoPer fare una buona impressione non abbiamo una seconda occasione e quindi il primo approccio può davvero fare la differenza… non dimentichiamolo! Spesso, purtroppo, nelle aziende di autoriparazione si utilizza poco e male il potere della comunicazione, quando invece dovrebbe essere un patrimonio da coltivare con cura. Oggi, come sappiamo, essere all’avanguardia sotto il profilo tecnico non basta più: entrano in gioco, nel core business, tanti altri fattori, ciascuno dei quali da tenere sempre nella debita considerazione. E anche un gesto apparentemente banale, quale appunto quello di salutare, è in grado di assumere un elevato peso specifico.

Bisognerebbe chiudere fuori dell’officina eventuali motivi di malumore in modo da mettersi  nel ‘mood’ ideale per accogliere gli automobilisti con l’atteggiamento più empatico possibile. Se riceviamo una persona dal vivo, cerchiamo di salutarlo con convinzione e di sorridere,  sembra marginale, ma gli effetti della comunicazione non verbale si fanno sentire, eccome! Se il contatto dovesse essere, invece, telefonico, manteniamo un tono di voce cordiale e rassicurante, sorridiamo, evitando una risposta alla cornetta troppo ‘fredda’, capace di scoraggiare già di primo acchito il nostro interlocutore.

Anche tutti i collaboratori della nostra azienda, a partire dal titolare, devono quindi dare importanza a tutte le forme di comunicazione. “Autronica buongiorno, sono Vittorio: in che cosa posso esserle utile?”. Una formula non ricercata, ma efficace. Perché anche un semplice ‘buongiorno’, detto con un sorriso e tanta cordialità, può rappresentare per noi un biglietto da visita vincente per la nostra autofficina. 

 

Vittorio Bacchetti

Categoria: Comunicazione

In tempi di ‘nativi digitali’, la tecnologia non può mancare nemmeno nelle autofficine. Ma bisogna utilizzarla (e sfruttarla) al meglio, con la dovuta attenzione. Altrimenti, si corre il rischio che la modernità - ripetiamo: ormai è un elemento necessario per fare business - diventi una pericolosa arma a doppio taglio.

Oggi, per esempio, l’indirizzo e-mail dell’officina è il ‘minimo sindacale’ per chi vuole stare al passo con i tempi. Non tutti, però, hanno la pazienza di monitorarla con la dovuta accortezza: e così, molte caselle finiscono per esaurire lo spazio senza che il meccanico, in questo caso fin troppo distratto, se ne accorga. Il risultato? Il cliente che ci scrive - e non è una eventualità così infrequente! - si vede recapitare indietro il messaggio, con tutto il possibile ‘fastidio’ che ne deriva. Molti preferiscono, anche per motivi di praticità, utilizzare la mail come primo approccio  e in caso di un responso negativo come quello illustrato possono farsi un’opinione per nulla positiva dell’autofficina.

E, in quanto a tecnologia, si può fare anche un secondo esempio, basato su un’esperienza reale. Federico (nome di fantasia) è in cerca di un pezzo di ricambio per la sua auto. Dopo il guasto, decide di mettersi al computer e andare ‘a caccia’ delle officine presenti in zona. Ne individua tre. Alla prima telefonata non gli danno molte speranze: “È un ricambio particolare - gli dicono - e non così facilmente reperibile. Ci richiami la prossima settimana”. Gentili, ma non risolutivi.

È tempo di fare il secondo tentativo. Una rapida occhiata al sito dell’autoriparatore, ecco il numero che si compone sulla tastiera e, dall’altra parte del filo, ecco… una risposta molto simile. “Avremo probabilmente bisogno di qualche giorno. Ci può contattare dopodomani, così le diamo tempistiche più certe sull’arrivo del componente?”.monitorare le email in officina è importante

Federico, allora, decide di provarci anche con la terza azienda della zona. Accede al suo sito internet e sceglie di seguire una strada diversa. ‘Hai bisogno di un ricambio? Compila il nostro form!’, si legge. Chiedono i dati dell’automobilista, compresi indirizzo e-mail, cellulare e c’è, ovviamente, uno spazio per dettagliare la richiesta. Il nostro protagonista, con dovizia di particolari, spiega che cosa sta cercando. Utilizza fiducioso questo strumento, sperando in una risposta solerte. È un martedì pomeriggio.

Federico ha voglia di rimettere in forma la sua auto al più presto. Intanto, le ore passano. Si chiede quando l’officina, contattata telematicamente, risponderà alla sua richiesta. “Che faccio, chiamo?”, si domanda. E poi si dice che non è il caso di essere stressante: “Sicuramente hanno letto quanto ho scritto. Attendo un attimo”. Il tempo passa, inesorabile. E così, trascorre anche il secondo giorno da quando ha inviato la sua richiesta. “Ma ci vuole così tanto a darmi un riscontro? Questa azienda non mi sembra affidabile” è il pensiero, secco e deciso, di Federico, che aggiunge: “Hanno perso un potenziale cliente”. Il giorno seguente, contatta telefonicamente la seconda officina che, nel giro di qualche ora, gli procura il componente desiderato. ‘Caso’ archiviato.

Qual è la considerazione finale che possiamo fare? Va rimarcato che la tecnologia, oggigiorno, è basilare per ogni azienda che si rispetti. Gli automobilisti ‘attempati’ spesso ricorrono alle competenze dei loro familiari o amici più giovani per trovare in Rete una soluzione ai problemi delle proprie auto. Gli strumenti offerti da Internet, per fare business, sono dunque indispensabili al meccanico moderno. Ma se decidete di ricorrere ai canali telematici… occhio! Attivarli, e poi trascurarli, può diventare un boomerang. Tenetelo bene a mente.  

Categoria: Marketing