Quante volte ci è successo di andare in un negozio, o al supermercato, e rimanere negativamente colpiti dalla ‘ombrosità’ del titolare o dei commessi? Purtroppo capita, anche se non dovrebbe. E se il nostro interlocutore fatica a rivolgerci anche un semplice e cordiale saluto, la nostra buona predisposizione verso di lui (o lei) è destinata a scemare rapidamente.

Soprattutto nel caso in cui sia la prima volta che varchiamo quella porta, la prima impressione sarà, giocoforza, negativa. E anche nell’eventualità che il negozio in questione dovesse vendere prodotti di buona qualità, questo atteggiamento potrebbe spingerci a non tornare.

Già, perché molti sottovalutano l’importanza del ‘buongiorno’. Salutare è un atto comunicativo normalmente usato nella vita quotidiana; sfido chiunque a non etichettarlo come una prassi normale e, soprattutto, di buona educazione. E invece capita che stranamente, soprattutto al telefono, in molte aziende si faccia difficoltà a ‘elargirlo’ in modo spontaneo e con il sorriso sulle labbra.

Va ricordato come il saluto sia il primo contatto con il cliente anche in autofficina, un momento topico per instaurare l’approccio ideale con chi sceglie di affidarsi a noi. Che sia un ‘buongiorno’ dato di persona, oppure da un capo all’altro del filo telefonico, esprime al meglio la nostra attenzione per il cliente e la voglia di mettersi a sua disposizione.

Non è facile farlo, ma necessario sì!

Il sorriso e cortesia sono fondamentali anche al telefonoPer fare una buona impressione non abbiamo una seconda occasione e quindi il primo approccio può davvero fare la differenza… non dimentichiamolo! Spesso, purtroppo, nelle aziende di autoriparazione si utilizza poco e male il potere della comunicazione, quando invece dovrebbe essere un patrimonio da coltivare con cura. Oggi, come sappiamo, essere all’avanguardia sotto il profilo tecnico non basta più: entrano in gioco, nel core business, tanti altri fattori, ciascuno dei quali da tenere sempre nella debita considerazione. E anche un gesto apparentemente banale, quale appunto quello di salutare, è in grado di assumere un elevato peso specifico.

Bisognerebbe chiudere fuori dell’officina eventuali motivi di malumore in modo da mettersi  nel ‘mood’ ideale per accogliere gli automobilisti con l’atteggiamento più empatico possibile. Se riceviamo una persona dal vivo, cerchiamo di salutarlo con convinzione e di sorridere,  sembra marginale, ma gli effetti della comunicazione non verbale si fanno sentire, eccome! Se il contatto dovesse essere, invece, telefonico, manteniamo un tono di voce cordiale e rassicurante, sorridiamo, evitando una risposta alla cornetta troppo ‘fredda’, capace di scoraggiare già di primo acchito il nostro interlocutore.

Anche tutti i collaboratori della nostra azienda, a partire dal titolare, devono quindi dare importanza a tutte le forme di comunicazione. “Autronica buongiorno, sono Vittorio: in che cosa posso esserle utile?”. Una formula non ricercata, ma efficace. Perché anche un semplice ‘buongiorno’, detto con un sorriso e tanta cordialità, può rappresentare per noi un biglietto da visita vincente per la nostra autofficina. 

 

Vittorio Bacchetti

Categoria: Comunicazione